Parkinson, arriva anche in Italia la rete di ricerca per dare a tutti la cura appropriata (da Corriere.it novembre 2016)

Parkinson, arriva anche in Italia la rete di ricerca per dare a tutti la cura appropriata (da Corriere.it novembre 2016)

Cinque centri italiani in rete per fare ricerca d’eccellenza e offrire ai pazienti protocolli di cura condivisi. Prosegue il Fox Trial Finder, per abbinare ogni paziente alla sperimentazione giusta e accelerare la scoperta di nuove terapie

di Elena Meli

Una rete di eccellenza contro il Parkinson, per dare a tutti i pazienti le migliori opportunità di cura e partecipare al più grande studio clinico in atto sulla malattia, il Parkinson Outcome Project: in occasione della Giornata Nazionale del Parkinson del 26 novembre il Fresco Institute Italia, nato lo scorso anno, avvia anche nel nostro Paese una rete anti-Parkinson sul modello di quelle presenti all’estero, a partire da cinque centri specializzati che istituiranno protocolli condivisi per le terapie.

Une rete di eccellenza

Il Network di Eccellenza in Italia comprende le università di Genova, Pisa e Perugia e due centri di assistenza privata specializzata nella riabilitazione, a Vicenza e a Gravedona (Como): strutture di grande qualità scelte dal Fresco Institute sulla base dei parametri della National Parkinson Foundation (NPF) statunitense, centri dove il paziente è considerato prima di tutto una persona da accogliere e curare con empatia valutando i bisogni complessivi di ciascuno, ma anche luoghi dove ricerca di base e clinica cooperano. «L’obiettivo è sviluppare un progetto condiviso per valutare i parkinsoniani, da estendere eventualmente su scala nazionale – spiega Giovanni Abbruzzese, responsabile del Centro per la Malattia di Parkinson e Disordini del Movimento di Genova e docente presso l’Università della stessa città –. L’iniziativa nasce in partnership con NPF, associazione di pazienti che negli Stati Uniti offre assistenza ai malati in una quarantina di centri di eccellenza cui se ne aggiungono altri nel mondo (per esempio in Inghilterra, Israele, Francia, Olanda, ndr), e prevede che ogni centro recluti nell’arco di due anni duecento pazienti per il Parkinson Outcome Project. La rete è già attiva ma ci vorranno ancora uno, due mesi prima di concludere le procedure per l’avvio del progetto, tra cui anche l’approvazione degli studi da parte dei comitati etici. La previsione è di iniziare ad arruolare i pazienti all’inizio del 2017».

 Il «trial finder»

Accanto alla nuova rete anti-Parkinson, prosegue anche la collaborazione con la Michael J. Fox Foundation per promuovere il database Fox Trial Finder, (continua a leggere sul Corriere della Sera)