TERAPIA

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Allo stato attuale non esistono cure in grado di sconfiggere la malattia ma solo di ridurne i sintomi.

La terapia più efficace per il trattamento dei sintomi motori è la L-dopa (un precursore della dopamina). Tuttavia, nella fase iniziale della malattia spesso vengono preferiti i farmaci dopaminoagonistici.

La terapia con L-dopa è sintomatica e non altera la progressione della malattia.

L’impiego prolungato di L- dopa può dar luogo a varie complicazioni (es. discinesie e altri sintomi motori) o ad una riduzione (periodi off) o una "fluttuazione" della risposta al trattamento.

La terapia chirurgica può rappresentare un’opzione per gestire i sintomi. La terapia chirurgica DBS (o Stimolazione Cerebrale Profonda) consiste nell’introduzione di un elettrodo nel cervello in grado di stimolare permanentemente le cellule nervose ed è oramai una terapia anti-Parkinson consolidata che finora è stata proposta ai malati in fase avanzata della malattia con discinesie e blocchi motori importanti, non più controllabili dalla terapia farmacologica. Oggi vi sono gruppi importanti in Europa che la propongono a pazienti aventi solo 6-7 anni di malattia non appena compaiono le prime complicazioni ovvero discinesie e blocchi motori.

La terapia cellulare (cellule staminali) è ancora in fase sperimentale e non è ancora validata dagli studi scientifici.